Il dilemma del borgo telematico

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Trevor Chapman, Londra. Ole Wiig, Oslo. Jim Cooper, L'Aja. Stille di sudore nordico, sulla fronte dei bacchiatori di olive: come si dice bacchiare in inglese? «We don't know», non lo sappiamo, mica ci sono gli ulivi in Inghilterra. In Norvegia. In Olanda.

Colletta di Castelbianco, festa dell'olio nel primo borgo d'Europa completamente cablato, fibre ottiche e antenne satellitari regalati al Medioevo: muri di pietra, davanzali d'ardesia, soffitti a volta, mulattiere, ferro battuto... E neanche un camino, perché qui tutto funziona a elettricità. Sono venuti dai quattro angoli del mondo, i proprietari dei sessanta alloggi restaurati e nobilitati dalla telematica, per partecipare alla festa dell'olio in in questa trincea delle Alpi savonesi. Dodici chilometri da Albenga. Sette dal confine con la provincia di Cuneo.

Un paese antichissimo (800 anni) rianimato dal progresso e abitato dalle elite, sogno e progetto dell'architetto Giancarlo De Carlo. Sono tutti professionisti, i residenti. Meglio: i proprietari. Ingegneri come Jim Cooper, consulenti informatici come Trevor Chapman, disegnatori d'interni come Ole Weeg. In giro per il mondo sei mesi all'anno, l'ufficio a Oslo o a Londra o all'Aja, la casa - quella vera - qui.

Il sindaco di Castelbianco Marino Fenocchio si commuove, «un segnale stupendo che tutti si ritrovino a Colletta per la festa dell'olio». Ma non c'è solo il rito della spremitura, quest'anno. Quest'anno bisogna decidere se il paese vuole crescere oppure no: e dunque costruire un centro congressi con piscina, mimetizzato tra le fasce coltivate a ulivo, oppure tenersi strette pace e tranquillità. A Colletta il sindaco conta fino a un certo punto, perché la comunità del borgo è organizzata come un condominio. Gli abitanti hanno lo status di inquilini, c'è un amministratore, ogni dodici mesi si tiene l'assemblea condominiale. Vuoi sostituire le persiane? Chiedi all'amministratore. Vuoi più luce nel carruggio? C'è l'assemblea. Figurarsi costruire un centro congressi.

L'assemblea di condominio si è riunita ieri e l'argomento è stato affrontato, per la prima volta, ufficialmente. Ma già sotto gli ulivi non si parlava d'altro. E i favorevoli e i contrari hanno continuato a contarsi dopo, al Tele Cafè, bicchieri di nostralino e postazioni Internet. Josephine Peters, dal Sussex, arredatrice d'interni, sposata con due figli ormai grandi: «Io vengo qui perché puoi lavorare godendoti la natura. Il verde del bosco, la pietra delle case. I funghi. Una volta andavo anche a caccia, ma è diventata una cosa disdicevole, persino la volpe hanno proibito... Ma quale centro congressi. Sarebbe la fine».

Giampietro Mauri, da Como, commercialista in pensione: «Io sono favorevole. Il paese era disabitato, lo abbiamo ricostruito: ma il futuro? O facciamo qualcosa oppure diventerà un posto di seconde case».

Contraria Catherine Lerche, norvegese, architetto. Favorevole Massimo Vindrola, residente a tempo pieno nonché gestore del Tele Cafè, un figlio piccolo e qualifica di «procaccia del borgo». Un paese e due anime. L'amministratore condominiale si chiama Vincenzo Ricotta e rappresenta la proprietà, la Colletta di Castelbianco srl che fa capo alle famiglie Riccadonna (spumanti) Guala (tappi) e altri industriali piemontesi: «Ragionando da imprenditori, il nostro compito è finito. Abbiamo recuperato un borgo. Venduto le case. O facciamo qualcos'altro oppure andiamo da un'altra parte».

Fare a costo di snaturare Colletta, e tradire lo spirito del recupero? «Assolutamente no: vogliamo che gli abitanti siano d'accordo e investano assieme a noi». Venticinque mila euro a nucleo familiare, più o meno, non troppo per chi ha comprato gli appartamenti a 2000 euro il metro quadro. Ma in ballo ci sono due filosofie di vita, e la battaglia si annuncia dura. Ole Weeg: «Dobbiamo rispondere a una domanda: perché abbiamo fatto tutto questo?».

Tutto questo, e cioè ogni pietra riportata dov'era prima del terremoto e dell'abbandono degli anni Cinquanta. La tecnologia al servizio della piacevolezza del vivere, con il telelavoro e nessun gas inquinante (persino le cucine del ristorante sono elettriche). Una piscina scavata nella roccia. Internet superveloce.

Duecento abitanti d'estate e venti d'inverno, Colletta dovrà scegliere se restare un posto da week-end o vivere tutto l'anno. Se crescere in fretta, con il centro congressi. Oppure rispettare i tempi dell'ulivo.

Paolo Crecchi

dal nostro inviato
4 Dicembre 2004

PS. Having read Paolo Crecchi's article on the Colletta website, Jo Peters was amused to see that the Fox has been banned! In fact, anyone reading the British Press will know that the Fox survives, it is hunting the fox in England that has been banned! Jo would particularly like to point out, however, that her views regarding the Conference Centre were also misreported. She, in fact, said that she did not mind whether a Conference Centre was built or not as Colletta was beautiful in any event.